[Vediamo se provo a spiegarmelo da solo in testa, che poi a me questa cosa che io sto qui a parlare e spiegarmi e argomentare, io che c'ho la testa in frantumi e praticamente ogni notte sto riverso con un cuscino in mezzo alle palle e la voglia di vomitarmi via, per me argomentare è come rimettere insieme i pezzi di un vaso prima che si rompa, e questa cosa che io starei, che dovrei stare qui ad argomentare e spiegarti mentre tu ti limiti alle tue frasi sagaci e ai tuoi silenzi strategici e alle tue subordinate con tanti punti, a me questa cosa dello stare qui mentre te mi fai muro, a me sfianca, ma magari se provo a spiegarmelo prima io da solo alla fine capisco bene io per primo e...]
-..."LA PROSSIMA!"...
[...e poi spiegarti diventa una passeggiata. E' un po' come quando perdo le chiavi: allora, ci sono io, e ci sei tu, e esistiamo, e abbiamo delle esistenze parzialmente complete ed entrambi abbiamo questa fissa della realizzazione stereoscopica dell'individuo per cui è ovvio che nel preciso istante in cui potremo dire di esserci incontrati fisicamente le nostre necessità e i nostri esuberi sentimentali, dopo un preliminare e del tutto formale vaglio di accettabilità psicofisica, si completeranno a vicenda come due ingranaggi tra loro perfetti. E' ovvio che entrambi abbiamo interesse a che questi ingranaggi combacino, per il semplice fatto che stare da soli, abbiamo capito, è un'ipocrisia. Nel senso in primis fisico dell'impossibilità materiale, e nel senso in secundis psichico per cui alla fine avere molte personalità o interloquire spesso con se stessi nella propria solitudine è un po' come avere qualcuno accanto, per di più senza neanche quella solida certezza che ci raccontiamo, di noi stessi, del non autotradirsi. Dunque data la maggior desiderabilità di un completamento inteso egoisticamente, siamo pronti a cedere parte della nostra sovranità su noi stessi per qualcun'altro, qualcuno che nell'insieme insensato dell'orrido mondo egoista...]
-..."LA PROSSIMA!"....
[...sia in grado di dimostrarci perché la sovranità possa essere ragionevomente ceduta a lui, piuttosto che a qualcun'altro, per potercisi completare. E questo per lo più avviene quando le necessità e gli esuberi sentimentali di entrambi si trovano in armonia, ma questo è dato per assunto perché, entrambi basandoci su un fascio di irrilevanti sensazioni impercettibili e poco più che dermiche, percepiamo la perfetta combaciabilità come fattore di completamento di quel dubbio misto insicurezza insito nel fatto che, dopotutto, ci siamo appena visti. Insomma, non serve conoscersi più di tanto, infondo. Per due ordini di motivi: uno economico, perché basando la Conoscenza su un approfondimento totale personale, uno ad uno, data la non affidabilità del nostro apparato pre-percettivo, tecnicamente, saremmo ancora tentando di capire i compagni di classe delle Scuole Materne; e un'altro biologico, perché l'accoppiamento come sintesi finale di questa pre-percezione di combaciabilità dei miei ingranaggi con i tuoi non abbisogna di una così approfondita conoscenza da arrivare, perché alla fine ci si arriva, a saggiare ogni punto possibile di discrepanza reciproca. Devono combaciare solo Quegli ingranaggi, non tutti...]
-..."LA PROSSIMA!"...
[...Però è così fintantoché per te non è lo stesso. Solo che questa posizione sarebbe assurda. Tu non puoi semplicemente non-volere questa cosa, perché la condizione contraria, la solitudine, l'indifferenza, qualcun'altro che non sia io, è insensata e sarebbe solo un gioco in cui uno dei due rincorre l'altro convincendolo a passare dall'altra parte del fiume mentre l'altro si fa semplicemente rincorrere. Anche fermarsi a questo unico circolo ermeneutico della corsa-rincorsa, diciamo uno stare insieme per non stare insieme, rivelerebbe un cedimento struttural-emotivo nella filosofia di chi è rincorso, perché accettare di stare insieme per non stare insieme, di essere rincorso per non passare mai dall'altra parte, sarebbe comunque accettare una dinamica che è ricompresa nello stare insieme. Insomma, c'è una priorità logica nell'unirsi piuttosto che nel dividersi. Perché non si può dividere niente che non sia stato già unito prima. Allora, anche il semplice fatto che, magari, tu, presa dall'indifferenza, diciamo che tu esca con me, ma poi mi racconti la storia che di me, di tutto il resto, non te ne frega niente, e fai solo quello che ti va perché sei una figa menefreghista con la risposta sagace pronta e oggettiva e perfetta e io che sto qua a spiegarti non faccio che rompermi inutilmente la testa sentendomi idiota e magari tutto questo sforzo potrebbe anche sembrarmi troppo perché le cose dovrebbero andare più lisce dal principio e non faccio che crepare nell'indecisione della scelta se continuare a insistere spiegandoti, decedere al tuo menefreghismo o insistere non insistendo non so io come. Beh, questa tua sarebbe solo una maestosa ammissione dell'inconfessabilità di ogni debolezza...]
-..."LA PROSSIMA!"...
[...così, di base, al di là della mia maniacale selettività, devo dovermi fidare delle mie pre-percezioni perché tarate su uno standard talmente alto che l'insieme combinato dei fattori non può dare un risultato diverso da quello atteso. Il punto, in sostanza, è che l'impressione superficiale non è una mera epifania di sensazioni emotive inclassificabili, ma l'accurato e istantaneo calcolo binario tra l'alternativa "amare" "non amare". E per questo, diciamo, che se ti dico che ne vale la pena, non posso semplicemente ammettere la possibilità logica che per te non ne valga la pena. E' un giudizio sintetico a priori, il mio. Quindi data la presenza di una serie di canali di recezione che si attivano, data la reciproca formale accettabilità psicofisica, dato il reciproco deficit emotivo, dato il reciproco eccesso di emotività da dissipare, devo poterti amare al primo colpo, senza conoscerti. Ogni altra relazione amorosa è insensata e frutto di un'insensibile ipocrisia di fondo. Mi basterebbe anche solo una frase di convalida del meccanismo e la risposta necessariamente rientrerebbe in quello che io penso sia giusto, non perché sia giusto per me, ma perché è l'unico giusto possibile. Una domanda tipo "l'hai visto Zabriskie Point?"...]
-..."LA PROSSIMA!"...
venerdì 20 maggio 2011
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io ho risolto. ultimamente esco solo con due persone: me stesso e il cane.
RispondiElimina-ma dimmi che cos'ho che non va!
RispondiElimina-niente, per me niente, anzi.
-e tu, che cos'ho che non va?
-ma niente, per me niente, sei perfetto.
-ma che cos'ho che non va?
-niente, leggi anche tanti libri, e non è poco, al giorno d'oggi.
-oddio, anche tu così, ma perché? che cosa c'è in me che non va!?
-niente davvero!
-io sono perfetto, cioè, ci vuole allenamento per certe cose. Essere carino: fatto, essere intelligente: fatto, quasi fatto, essere brillante: fatto, artistico: fatto, avere degli hobbies che non fossero giocare a calcio e a poker: fatto, ma allora che cos'ho che non va!
RispondiElimina-secondo me non hai nulla che non va, ti dico.
- la verità è che siete sempre troppo fidanzate, troppo single, troppo uscite da un periodo di merda, troppo senza nessuna aspettativa, che poi questa cosa delle aspettative non l'avete mica capita, che farsi aspettative è una cosa bella, è bello, vuol dire che ci tieni, troppo in alto per concedere qualcosa alla tua presenza, troppo per i cazzi propri per dire: si, dai, condividiamo qualcosa, usciamo, andiamo, facciamo, e quando uno arriva e cerca di tirarsi al massimo, di essere il massimo,
RispondiEliminaè lì che ve ne fregate alla grande. Uno arriva con gli occhi pieni di e torna con una coltellata in bocca. Perché avete il vostro periodo no, perché sei troppo per me, perché non voglio niente in questo periodo, perché perché perché.
E un po' d'umiltà, che cazzo, e vaffanculo anche, no.
Si. Adesso capisco perché. Scappano.
RispondiEliminaRenton Apicella più che mai.
RispondiEliminaCristo se non è perfetto.C'è tutto qui.
RispondiEliminae tutto questo per...buttati no? ( aspetta non come si potrebbe capire cioè " buttati da un ponte ..no no..) non star a farti tutte queste seg.. mentali ! ...mia personalissima opinione, da donna, stufa altresì di un genere maschile immaturo ed egocentrico. Non dico che è il tuo caso eh ! Ciaoo Nichi
RispondiEliminaMa quanto scrivi bene? Sei BRAVO!
RispondiEliminaBatto le mani
per me non è vero che voglion tutte le stesse cose, i soliti stereotipi di ragazzo e/o persona [e, anche se lo pensassi, mi guarderei bene dall'affermarlo, visti tutti questi commenti femminili]_ se posso permettermi: vanno bene gli interessi, va bene l'essere brillanti e avere gusti, certo, ma NON tutto insieme
RispondiEliminaper capirci: tu fotografi, disegni, scrivi, citi sapientemente, già dal blog si avverte come tu voglia esprimere questa complessità all'esterno [è un'esigenza che accomuna tutti i creativi, non sei il solo] ma devi pur tenere conto che è un bagaglio difficile da gestire, sicuramente da rilasciare a piccole dosi
ad ogni modo è meglio non spiegare nulla e sembrare n'imbecille come gli altri in apparenza
*perdona lo spam ma non riesco a scrivere stamattina
** almeno così rimane più impresso :D
@Davide guarda, non credo di credere in queste cose molto più di quanto serva per scriverne qualcosa di paracomico.
RispondiElimina@tutti gli altri: grazie, spero non abbiate frainteso i toni comici grotteschi disperati erotici stomp