domenica 6 marzo 2011

Domenica

Quella volta che camminavo sul selciato, e guardavo il cielo distendersi come da dentro un grosso pallone trasparente, era domenica. Era un crepuscolo impietosito, di luci slavate e rumori e fischi di cani lontani e invisibili. Avevo addosso quella sensazione comune di stare attaccati al suolo per sbaglio, la sensazione di poter essere schiacciati da un meteorite improvviso e imprevedibile senza dover neanche avere lo scrupolo di tormentarsi per non essersi potuti preparare. Era domenica ed era un freddo immobile, mi ero dimenticato come si vede. In un momento assente, come quando tra l'esistere e il non esistere trovi un compromesso.
La mia vita era una versione della mia vita in un telefilm a basso budget. Le emozioni vere costavano decisamente troppo, ma col botulino quasi non può parlarsi di imitazione.
In città ci si era dimenticati come si guida e il fatto che le cose fossero ancora tutte insieme, tutte intere, sembrava più un caso che una verità incontrovertibile. La campagna invece era densa di liquami, non drenava più i terrori e lasciava solo una grande desolazione dentro e tutto attorno.
Pensavo a quel piccolo spazio bugiardo in cui barricarsi quando tutto va bene, alla solitudine del rimanere negli interstizi dei piccoli spazi bugiardi degli altri, quando tutto va male. Guardavo in alto e lasciavo che i fastidi vincessero su tutto, lasciavo che le cose mi sopraffacessero, che tutto smettesse di funzionare, che la voce se ne andasse. E mi mordevo le mani, tutte, stringendo forte fino a sentire il sangue, lo scricchiolìo della pelle, dei sassi sotto le scarpe. Pensavo ai problemi degli altri, alla gastrite, alla depressione passivo aggressiva, al lasciarsi perdere, lasciarsi andare, a quanto puzza il carnevale, alla tristezza dei parabrezza, a quanto fosse difficile capire se un palazzo è stato costruito bene o no a occhio.

7 commenti:

  1. L'ho sempre detto: la domenica è pessima... :/

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  2. @Petrolio: ogni maledetta domenica.

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  3. che in inglese era given, any given sunday.
    che è perfetto. given. te la danno te la ciucci
    senza dei né demoni

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  4. Meglio una bella domenica in mezzo alla settimana.

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  5. se il carnevale puzzava allora i parabrezza si sfondavano da soli, come quelli d'un bruttissimo videoclip di jovanotti, che per l'occasione venne ribattezzato videoploc, perchè simile al rumore che fa la merda quando si stacca dal suo origine e arriva nell'acqua

    mentre la pasqua, alle porte, imputridiva

    ciào

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  6. @ecudielle - precisamente
    @mr.tambourine - si chiama bloody tuesday.
    @davide idee - si, suppongo di si. Qual'è l'origine della merda?

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