martedì 31 agosto 2010

L'esercizio della salvezza

-beh, com'è andata?
-non male, stavolta, devo dire.
Ci sono una serie di concetti che scommetto che la filosofia teoretica mi sputerebbe in faccia se avesse una bocca, ma dato che il problema non si pone, voglio dire, ci sono una serie di concetti che non è possibile che li pensi e basta.
Io è da quando ero piccolo che ho sempre pensato per immagini, cioè, mi facevo l'immagine della cosa dentro la testa e poi la cosa si animava e quindi capivo. Questo ha provocato una serie di lentezze logiche non facilmente trascurabili durante l'adolescenza (dove tutti pensavano per concetti), se vogliamo, alle volte anche non facilmente superabili, se vogliamo. Ecco, io, ho sempre pensato che, voglio dire, ci sono dei concetti che inevitabilmente non ti puoi immaginare, che prima li devi vedere, poi associ per tutta la vita l'immagine di quello che per la prima volta ha rappresentato quel concetto e poi te lo fai entrare in testa e lui si anima e tu capisci. E' una sorta di prostituzione eidetica che fai col mondo. Il prezzo è un po' di leggero ruvidume epidermico verso la socialità, ma niente di non riparabile con le adeguate ipocrisie. Sia chiaro.
-beh, che hai fatto...
-ho lavorato con lo Stato.
-non voglio più avere epifanie, Pitò, quindi breve.
La città è Deserta per Dio. Sono stato steso per terra al centro di via Catania quattordici secondi prima di non avere più voglia di stare steso per terra e andarmene. C'è stato anche tempo per sentire quei residuali momenti di pensiero collettivo metropolitano tra i fruscii delle dunlop-su-asfalto intersecati. Quattordici secondi sono un tempo incredibilmente lungo, a contarli.
Certi negozianti non sono ancora sorti, i carabinieri stanno coi piedi a mollo e quei bermuda corti blu con le fasce rosse sui fianchi, immagino, i cinesi dormono sui gradini delle piazze con le fotocamere spente. I palazzi sono solo facciate da far west. I proverbiali geranei sgocciolano via la notte. La scomparsa degli scontrini. La gente cammina in silenzio sfinita dalla grande recita estiva, come sconquassata dalla realtà. Hanno tutti questo sguardo furtivo sporco di colpevolezza, come se fare la spesa fosse accatastare provviste per un freddo inverno che non arriverà mai.
-in pratica [e qui si sbilancia dalla posizione stesa in cui era essudato sul mio letto protendendosi furtivamente verso di me. Ha un paio di bermuda blu con due strisce rosse sui fianchi e le ciabatte], esiste un precetto penale che impedisce la bestemmia verso la Divinità?
-è un po' di tempo che credo che le mie paranoie tracimino dalla mia interiorità e essudino attraverso i pori del viso in un sottile e impercettibile strato di melma bianca.
-bene, l'idea è un corpo di polizia che faccia rispettare esclusivamente questo precetto per salvaguardare l'integrità religiosa del paese, agendo nei punti chiave: le officine, le spiagge, i luoghi di lavoro affollati, i circoli di disintossicazione dal tabacco e dalla caffeina, i negozi di bricolage.
-...ottenendo un paese decisamente più teso.
-bestemmiare è un reato.
-infrangere la legge è una possibilità logica.
-[qui sorride e mi prende la guancia sinistra sbatacchiandomela a produrre un rumore tipicamente masturbatorio, si alza e se ne va per tornare un minuto più tardi con un tubo da irrigazione che lascia aperto a mia insaputa sul pavimento e si ristende sul letto]di là c'è una lettera dei NAS che dice che non è legale tenersi quella roba morta in casa e che ci sono dei posti dove te la seppelliscono quasi gratis.
Il raschiamento emotivo l'ho quasi finito, non c'è rimasto pressappoco niente. Non avendo ragioni per essere contento non ho neanche più voglia di trovare ragioni per soffrire, permanendo in quello stato neutro di autocoscienze e meraviglie a rilascio controllato, quindi mi serve conservare immutata qualsiasi cosa.
-dì loro: amen fratello.
Non ho imparato niente. Niente di nuovo. Niente dai miei errori.
-ti è mai successo di vedere riflesso in un essere abietto un tuo comportamento?
-definisci essere abietto.
-un'Armida decisamente più idiota.
-psicologicamente equivale a bere una brocca di sperma tuo. Comprovato.
-ma se ti chiedessero di bere un bicchiere di sperma o di mangiare un due etti di merda, che faresti?
-[qui lui si alza e va pericolosamente in bagno, il resto ce lo urliamo]
-perché c'è quattro centimetri d'acqua in camera mia?
-perché ho i bermuda?

4 commenti:

  1. forse era meglio se si faceva un paio di giorni al mare, chessò, pure a Sabaudia, a Tarquinia...portalo in campagna!

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