sabato 15 maggio 2010

Bolle, capitolo 1

Sono uscito a comperare un pacco di profilattici e pioveva, non lo so più quanto tempo è che non smette di piovere. Sto incominciando a pensare anzi che c'è sempre le nubi dietro il sole, mi sa. E non lo so quanto tempo è che non ho più un ombrello. Ma non sto male, perché primo la pioggia mi lava e secondo quando si abbassa la pressione il mio cervello bolle più velocemente e non sento i dolori. Infatti quando poi smette di piovere e si alza la pressione e il mio cervello smette di bollire, mi sento come dopo una sauna che le cose ti mordono e ti senti la pelle tirare, ma io mi sento la testa tirare, e non so mai che dire.
Comunque non ha smesso, ancora, quindi niente.
I profilattici sono per Pitone, che non ha la ragazza e infatti non lo so cosa ci fa coi profilattici, però dice che non ce la fa a muoversi di casa, che la pioggia lo sfianca e che gli servono comunque. Io, per me, è un po' di giorni che il cervello mi bolle e non riesco a pensare a niente che a grosse e succose bolle di liquido cerebrale.
Che poi sarebbe più corretto dire che sono le bolle che pensano me.
Il fatto è che ho avuto un momentaccio, uno di quei momenti in cui tutto va bene, ma che ti guardi e sei il ritratto sputato del nulla, che il ghigno non ti si inarca teso e fiero come un tempo, che il fatto di essere presenza ti stà sul culo e vorresti essere un'assenza, quei momenti in cui hai messo i pensieri impilettati fuori dal portone di casa a prendere l'acqua e diventare un grande macco di pensieri fusi riciclati per dargli un calcio e farli smarcire squagliati e squacquerellati per il marciapiede. A deprimersi per pensare le stesse cose da troppi anni e non essere stati capaci di fare altro, nel frattempo.
Beh, in questo momentaccio ha iniziato a piovere e ho sentito il glu delle bolle in testa, e ho pensato che una bolla è un buon modo di condensare il niente, dopotutto. Che la pioggia scende dal cielo, ma che che ne vuoi sapere di come si fa la pioggia. E' per questo che mi piace la pioggia e la bassa pressione: mi entificano il nulla.
E quando stavo nel sonico fischio del niente tra una bolla e l'altra della mia testa sotto pressione, è entrato Pitone e le sue voglie.
Non sta bene. Di primo acchitto non diresti, rimane un bell'uomo, vestito bene, che va alla messa e non scorreggia che al bagno. Ma è dimagrito, si vede dal petto, si vede quando si gira di fianco. Ha il viso ingiallito, come se fosse di carta, e gli occhi più in fondo alle tempie. Gli avrei dato qualche malattia venerea, se non fosse per la quantità spropositata di profilattici che usa ultimamente.
Le tasche della giacca piene di scatole vuote, la puzza di lattice, le mani unte.
-ragazzo, fa' il favore, vammi a comprare una stecca di Durex- sedendosi abbandonato, slacciandosi il panciotto e succhiando l'ultimo tiro di una sigaretta finita da troppo per non essere già filtro.
-li vuoi alla fragola?- vagamente sarcastico.
-classici, per l'amor di Dio, classici- slacciando due piotte da una graffetta ingrassata di soldi e facendo un gesto con la mano tipo vai via.
-comandi- ho sbattuto i tacchi e salutato.
-col resto ti ci puoi anche comprare le gomme, biondino- mentre il clangore della porta copriva gli ultimi blateri.


4 commenti:

  1. A me la pioggia dà fiducia e anche se i colori sono più spenti io le sfumature le vedo tutte,ma proprio tutte.E quando smette ti senti il viscido sopra e mi mette erotismo.Mi sballa,la pioggia.

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  2. Piove da novembre. Al mio paesello, invece, dal '72. C'è una vegetazione rigogliosa come quella del borneo. Solo che non fa lo stesso caldo. E gli insetti sono più grossi. E stronzi.

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  3. sui profilattici non saprei cosa dire.

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  4. quei momenti in cui vorresti essere un'assenza. un po' come la pioggia.

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