-Il governo Italiano, nel biennio '78-'79, si era interessato di questa storia con finanziamenti e piani d'investimento, consentendo un aumento considerevole delle conoscenze sul campo, e con il progetto di aree agricole dedicate alla coltura intensiva di queste piante.
-si, ma non capisco dove vuoi arrivare. A partire dal fatto che se è roba che aiuta a combattere la fame nel mondo, potrebbe anche avere un senso...
-in realtà è che questi semi replicati hanno una natura di "surrogato"(sempre con le dita) della struttura originale. E' una copia, in pratica. Non fanno troppo bene all'organismo. E' come se tu ti innamorassi di un compendio del tuo primo amore. Non è salutare. E' per questo che oggi si usano edulcoranti, coloranti, additivi di sapidità, e cose del genere. Perché non si senta la differenza.
-ma dove?
-una vita disgustosa. Il fatto è poi che il progetto rimase incompiuto perché le ricerche si fermarono. Pareva infatti che tutti i dati e i ricercatori americani sul fatto, fossero stati sequestrati, resi irreperibili. Mancavano, non c'era comunicazione, capisci?
-no...
-niente comunicazione, niente dati, niente niente. - l'aurora lasciava posto al primo sole che tagliava le prime ombre serie lungo tutto il campo. Il campo che ieri era solo pieno di guazza, era oggi pieno di grosse sacche bianche, di quelle che avevo visto io ieri. Grosse bolle uguali a quelle di ieri, ma molte di più. - così il progetto rimase nei cassetti, almeno stante la versione ufficiale. Ma capisci il controllo di una cosa del genere...e comunque tutte le multinazionali di produzione agroalimentare sono obbligate per questioni di monopolio a rifornire i propri produttori da un solo soggetto giuridico di cui anche il solo pronunciarne il nome mi farebbe andare in galera.
-siamo in un campo, chi vuoi che ti senta...
-già, questa è un'ottima domanda. - girando compulsivamente il capillare spezzato a destra e sinistra.
-mh...e scommetto anche che questo "soggetto giuridico" è il detentore del brevetto delle piante.
-ufficialmente non esistono neanche, queste piante.
-vienimi incontro, però...
-Il sito di stoccaggio che il nostro governo aveva individuato negli anni '70 per la coltura delle piante era quella che allora si chiamava campagna, tra i monti della Ciociaria.
-dove siamo noi, ora, Pitò?...
-un sito abbastanza anonimo, ma abbastanza vicino da essere distrutto se qualcosa fosse andato storto. Poi la speculazione edilizia e il resto, sai come vanno queste cose...
-dove siamo noi, ora, Pitò?? - afferrandolo per il bavero, con le gambe che mi si stavano rapidamente sciogliendo.
-esattamente su quello che era il sito di stoccaggio G-47. L'unico ad essere rimasto integro. Anche per problemi che i trattamenti chimici ai terreni rendono le falde acquifere inutilizzabili, e l'urbanizzazione impossibile, se non con misteriose e ingiustificate spese di bonifica.
Al mattino non mi ero svegliato lucido, questo l'ho sempre saputo. Di base io odio i miei capelli. E succede che se la mattina faccio caso quel minuto in più ai capelli, è un processo di crollo delle certezze a domino. Mi faccio schifo rapidamente. Stamattina però partiva ancor di più dal bassoventre, da una sensazione di midollare disaccordo con se stessi, di indefinibile e liquido odiarsi, come annegati in un bicchiere di petrolio. Confusi col resto, mezzi vivi dentro una bolla d'aria che si sta rapidamente sgonfiando e per niente agitati di esserlo.
-mi sto sentendo male, credo.
-è normale, il tuo organismo sta assorbendo gli acidi del terreno in quantità maggiore di quanto ti possa essere mai successo. La storia delle leucemie per i ripetitori e quant'altro, sono solo bonifiche fatte male. Non abbastanza da ucciderti, ma quanto basta per farti desiderare di essere morto.
[la fine alle 13.00 di domani]
-già, questa è un'ottima domanda. - girando compulsivamente il capillare spezzato a destra e sinistra.
-mh...e scommetto anche che questo "soggetto giuridico" è il detentore del brevetto delle piante.
-ufficialmente non esistono neanche, queste piante.
-vienimi incontro, però...
-Il sito di stoccaggio che il nostro governo aveva individuato negli anni '70 per la coltura delle piante era quella che allora si chiamava campagna, tra i monti della Ciociaria.
-dove siamo noi, ora, Pitò?...
-un sito abbastanza anonimo, ma abbastanza vicino da essere distrutto se qualcosa fosse andato storto. Poi la speculazione edilizia e il resto, sai come vanno queste cose...
-dove siamo noi, ora, Pitò?? - afferrandolo per il bavero, con le gambe che mi si stavano rapidamente sciogliendo.
-esattamente su quello che era il sito di stoccaggio G-47. L'unico ad essere rimasto integro. Anche per problemi che i trattamenti chimici ai terreni rendono le falde acquifere inutilizzabili, e l'urbanizzazione impossibile, se non con misteriose e ingiustificate spese di bonifica.
Al mattino non mi ero svegliato lucido, questo l'ho sempre saputo. Di base io odio i miei capelli. E succede che se la mattina faccio caso quel minuto in più ai capelli, è un processo di crollo delle certezze a domino. Mi faccio schifo rapidamente. Stamattina però partiva ancor di più dal bassoventre, da una sensazione di midollare disaccordo con se stessi, di indefinibile e liquido odiarsi, come annegati in un bicchiere di petrolio. Confusi col resto, mezzi vivi dentro una bolla d'aria che si sta rapidamente sgonfiando e per niente agitati di esserlo.
-mi sto sentendo male, credo.
-è normale, il tuo organismo sta assorbendo gli acidi del terreno in quantità maggiore di quanto ti possa essere mai successo. La storia delle leucemie per i ripetitori e quant'altro, sono solo bonifiche fatte male. Non abbastanza da ucciderti, ma quanto basta per farti desiderare di essere morto.
[la fine alle 13.00 di domani]

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