L'altro giorno sono andato a visitare una fabbrica di bianchetto.
Il bianchetto è un prodotto interessante, perchè nelle tabelle merceologiche si chiama "correttore universale", e ogni volta che ci penso, che penso al concetto di "correttore universale", mi si apre la testa, mi si apre e fa 'whoosh', e parte lo screensaver di Windows, quello vecchio, con le stelle che si muovono verso di te, che però si vedono che non sono stelle, ma pixel bianchi. E mi immagino di cancellarle col "correttore universale", di schizzare un'altra via lattea da qualche parte o chessòio.
Poi però a questo punto partono anche tutti quei 'pensieri-porno' che non ho ancora imparato a neutralizzare sul nascere, basati sul parallelismo infingardo che c'è tra l'usare un pennarello a inchiostro liquido, o un correttore universale a vernice acrilica, e il pisello. Io questi pensieri li odio, allora cerco di pensare a quello che pensavo prima che li pensassi, o a cosa penserò dopo averli pensati.
Però: se penso a prima c'è uno 'sbatti sbatti' in entrambi i casi.
Se penso al dopo c'è una gioia effimera e apicale in entrambi i casi.
Allora ho capito che i pensieri-porno sono come le esplosioni controllate, una volta innescati non si possono fermare più, modificano sensibilmente la realtà e lasciano un sacco di polvere in testa.
Comunque, l'addetto al controllo qualità della vernice del correttore liquido ha 63 anni, ma non va in pensione perchè da giovane faceva l'attore porno d'avanguardia per il teatro futurista, per passione, e non ha versato un contributo uno. Si chiama Giuanin' e ha una stecca lunga 3 metri: per vedere i livelli di addensante nella vernice e controllare che non ci siano grumi nel vascone principale. Non è un lavoro vero, ma il prossimo anno va in pensione quindi chissenefrega.
Durante tutta la visita l'ho fissato spesso, e Giuanin' è sempre molto triste, perchè una volta, mi ha detto, una volta tutti o quasi i processi produttivi dipendevano direttamente da lui, dalle sue direttive. Oggi è tutto in mano alle macchine.
Lui è l'unico, con i 5 dipendenti e il datore di lavoro, escluso il personale amministrativo, non più di 4 unità, ad essere un pezzo di carne rosa dentro una fabbrica di ingranaggi bianchi.
-si, ma, Giuanin', non è meglio così? Meno fatiche, meno beghe...
-egià, fiøel, tu sei giu'ane, ma io son Giuanin'... - sorridendo si vedeva la protesi odontoiatrica bianco avorio.
-vabè, ma qual'è il problema...è troppa tutta la vernice se nò, tutta da solo...
-eh, ma lo vedi, neh? - aveva, dentro un pacco accanto alla sedia, una risma di fogli bianchi - lo vedi che bianco è questo qua? ti sembra il bianco del vascùn?
-non lo so, ma anche non fosse, che fa...su...
-ambè, fiøel...prendi quà...scrivi quà - mi ha impugnato la mano con la sua pezzata di vernice, mi ha messo una penna in mano e mi ha detto di scrivere
'Ti Amo, Laura'. Io ho scritto, e lui:
- canzèl, adè, canzèl il nome, neh.
Allora ho cancellato il nome con la vernice dall'orlo del vascone, ed è rimasto
'Ti Amo Laura', e ho pensato che cancellato non era effettivamente, che cancellare non si può mai, se la vernice non è dello stesso colore del foglio, dello stesso uguale.
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Splendido Rent. Anche se hai scritto "Qual'è" con l'apostrofo.
RispondiEliminaHo una mia teoria in merito, sul parlato.
RispondiEliminaPerò grazie, Jimmy.
Qual è codesta tua teoria? No, perché se il senso è riprodurre il parlato, non è che qual è o qual'è suonino diversi tra loro. In effetti scrivere qual'è non danneggia nessuno, però per il momento è ancora errato, dice l'accademia della crusca, e a me la crusca piace. E mi piace assaissimo rompere il cazzo, poi.
RispondiEliminaLa teoria è che la grammatica in pronuncia non esiste. O forse che la tastiera americana non mi aiuta, ma non spiegherebbe gli altri apostrofi. O che è una svista, ma non spiegherebbe la 'teoria'.
RispondiEliminaSe non ci sarebbi tu, fosseresse tutto un altro cazzo.