-Niente di personale, davvero. Non voglio sembrare più cinico di quanto non sia [diventato] già, per cause che non mi pare mai il caso, il modo, il momento o il luogo di ricordare. E va sempre a finire che la colpa è di qualcuno, quando non mi costerebbe niente, ma niente davvero, ammettere che sono solo un po' marcio dentro. No, non mi costerebbe neanche quel minimo di pudor proprio, perché proprio non è una questione di pudore.
Pudore è quando entri in spogliatoio e ti copri le parti basse anche se sei vestito.
Pudore è smettere quando hai colmato la brocca.
Pudore è abbassare lo sguardo.
E queste sono tre cose che non faccio da un sacco di tempo.1
La verità è che non è una questione di niente, pensavo. Non è di orgoglio, non è di principio.2 Non è proprio una questione. Sono marcio dentro. Certe cose non posso proprio farle, altre proprio non posso smettere di farle. Ne andrebbe del marciume che mi sto accuratamente coltivando nel ventre.
E non fa niente se sono marcio, perché, tanto, dai diamanti non nasce niente. Il fatto è che, semplicemente, le regole del gioco non le ho fatte io[sic].3 E il gioco lo conosciamo tutti troppo bene per darci altri bonus, sai, tipo quando si chiude un occhio per il principiante, gli si dà un'altra occasione. Una chanches.
Ecco, non si può.
E' anche inutile continuare a sanguinare, perché non mi impietosisco. La pietà l'ho data in prestito, come l'affetto, le parole dolci, tutto in comodato. L'amore in subappalto [ai siti porno]. Il resto a Google, o a Wikipedia. Rientrano sabato o domenica sera. Di che mese, di che anno, non lo so. E il fatto è anche che, e lo dico con l'ipocrisia di chi è stato costretto a sanguinare e ha ancora le ferite in bella posta sotto la giacca, è ora che cresciamo un po' tutti quanti e la smettiamo con questa cosa dei sentimenti.
Io sono stato in tutte e due le situazioni. Più in una che in un'altra, a sincerità, però me le ricordo entrambe. Mi ricordo che in una vuoi fare qualcosa, ma non puoi e nell'altra puoi fare qualcosa, ma non vuoi. Frustrazione, ansia e depressione.4Quindi facciamo che ognuno fa la sua parte e ci leviamo dai coglioni meno dolorosamente possibile. E scusa se non ho usato parole più dolci, è che sono convinto che a volte le cose stiano meglio dette schiette. Proprio, sono convinto che si adagino meglio tra i silenzi, tra le lettere, che fatichino meno a trovare il senso. E poi, infondo, sono anche convinto che reggerai. Fino ad allora, tu lasci vivo il gatto e io non mi faccio più le seghe. Più più.
-mangia, suonato. Se si fredda poi non è più buono a niente.
-amen. buon appetito.
-buon appetito. rumore di brodo e cucchiai.
-certo che come preghiera era strana forte...
-non era una preghiera*
1.Elenco di altre cose che non faccio da un sacco di tempo: piscina, studiare per più di due ore consecutivamente, andare da qualsiasi parte con la calma placida di chi sa da dove viene, correre, aiutare qualcuno che non sia io, credermi qualcuno e poi smetterla [di solito qui faccio solo la prima, quindi considero una cosa sola fare entrambe], aspettare dieci minuti prima di alzarmi dal letto facendo un breve briefing su chi sono, i perché e tutto il resto, darmi risposte.
2.Qui ho scoperto che 'principio' è solo un modo più "corretto" di dire 'orgoglio', il che è curioso, dal momento che me ne sono riempito la bocca fino a scoppiare per un numero imprecisato di volte. Curioso.
3.Sono sicuro che se le avessi fatte io risulterebbero magari un tantino più ostiche, ma lascerebbero meno spazio agli ormoni, più ai processi logico-cognitivi. In più escluderebbero qualsiasi revocabilità delle scelte, il che rende le cose più difficili, ma indubbiamente più divertenti.
4.Elenco di antidepressivi: Imipramina, Amitripitrilina, Fenelzina, Citalopram, Bupropione,
Reboxetina.
domenica 17 gennaio 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Fra parentesi quadre quello che sarebbe dovuto dirsi.
RispondiEliminaIn corsivo i suoni.
Nelle note, il pensato.
E in bocca il brodo.
RispondiEliminaCavoli. quanti anni hai se si può?
RispondiEliminagiravo e son arrivata qui. trasmetti tristezza, davvero tanta. come mai? ti costa impegno o ti viene naturale? e sopratutto... sei "felice" di saper trasmettere al mondo tutta sta voglia di vivere? non lo dico con ironia, davvero, solo è strano leggere quello che scrivi.
stanno giocando a un gioco. stanno giocando a non giocare a un gioco. se mostro loro che li vedo giocare, infrangerò le regole e mi puniranno.
RispondiEliminadevo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco. (r.d. laing)
@Legba
RispondiEliminaCrepi il Brodo
@Marta
Sono tra le domande più difficili che potresti farmi. E non credo che abbiano risposte più sensate dei motivi per cui me le hai poste.
@Manu
Grazie.
secondo me questo post è molto DFW-like. naturalmente è un complimento.
RispondiElimina@incostanza
RispondiEliminaPer le note, si.
Sei troppo intelligente per crogiolarti in questa cosa, Renton.
RispondiEliminaad esser pignoli, per i nomi scientifici degli psicofarmaci inseriti in nota. ma ciò è un po' riduttivo.
RispondiEliminaP.S.:comunque, il pessimismo vende sempre.
ma cosa sei un cervello ambulante elogiato dai tuoi lettori? compliment...
RispondiEliminascusa per entrambe le piazzate, mi ritiro e ricomparirò quando avrò qualcosa di più sensato da dire oltre a << leggere i tuoi post mi provoca come una sorta di reazione allergica alle idee e ai valori, e a "tutto-quel-che-una-parola-nn-può-descrivere,-ma-servirebbero-due-o-tre-pagine-buone", ma non per questo non continuerò la lettura >>. insomma, niente di personale, quindi.. a--->risentirici
@Bandini
RispondiEliminaTi amo con la bocca, Bandini
@incostanza
Vedessi come compra, anche
@Marta
Manno', rimani, rimani. Mi piacciono le persone allergiche.
Solo, non farti del male. Se non ti piace, vattene e basta.
La vita vale la pena di essere vissuta(,) al limite della crisi anafilattica.
Peccato.
RispondiEliminaManca qualche glitter e i colori di questo posto sono spenti assai ma non c'è tristezza.
Almeno io non la percepisco.
Sul filo della realtà e l'irrealtà.
Questo vedo.
Scìa